Il tuo cane anzianotto beve tanto, fa molta pipì e ha sempre fame? Potrebbe avere sviluppato la sindrome di Cushing. 

La sindrome di Cushing ha origine quando l’ipofisi o le ghiandole surrenali del cane funzionano male e producono cortisolo in quantità eccessiva. 

Deve il suo nome al neurochirurgo che per primo la individuò nel 1932, il Dott. Harvey Cushing.

Il Dott. Cushing descrisse per la prima volta questa sindrome connessa alla presenza di “cellule anomale” a livello dell’ipofisi o ghiandola pituitaria.

Ipofisi e ghiandole surrenali

Le ghiandole surrenali sono due piccole ghiandole poste vicino ai reni, l’ipofisi è una ghiandola posta all’interno del cranio.

L’ipofisi produce ACTH, un ormone che stimola le ghiandole surrenali a produrre a loro volta ormoni glucocorticoidi  il più importante dei quali è, appunto, il cortisolo.

In particolare, proprio i glucocorticoidi hanno diversi effetti: favoriscono la risposta dell’organismo alle situazioni di stress, aumentano la concentrazione di zucchero nel sangue modificano il metabolismo delle ossa e dei muscoli.

Per questa ragione, è una sindrome che può provocare malattie secondarie molto gravi e addirittura anche la morte dell’animale se non è correttamente diagnosticata e adeguatamente trattata.

Esistono vari tipi di sindrome di Cushing

La sindrome di Cushing é piuttosto frequente nel cane e rara nel gatto.

  • Pituitaria-dipendente: è la forma più comune, la cui causa è la presenza di un tumore ipofisario quasi sempre benigno.

Colpisce principalmente i cani anziani con un’incidenza dell’85%.

La ghiandola pituitaria stimola eccessivamente le ghiandole surrenali e queste iniziano a produrre troppo cortisolo.

Tale condizione di aumento delle ghiandole surrenali si manifesta in corso di screening.

  • Surrene-dipendente: una forma molto rara, anch’essa dovuta alla presenza di un tumore localizzato a livello delle ghiandole surrenali.

In questo caso e senza lo stimolo dell’ipofisi, sono le stesse ghiandole surrenali a produrre una quantità eccessiva di cortisolo.

Solitamente è monolaterale ossia interessa sola una ghiandola mentre l’altra, invece, funziona normalmente.

  • Iatrogena: in alcuni casi la sindrome è causata dall’eccessiva e prolungata somministrazione di farmaci a base di cortisone.

In questo caso la sindrome è reversibile e regredisce con la riduzione progressiva dei farmaci che l’hanno provocata.

La sindrome di Cushing è molto complessa e si manifesta con una vasta gamma di sintomi

Di solito colpisce solitamente cani sopra i 6 anni di età, con una certa predilezione per i soggetti di piccola taglia.

Poiché i sintomi si verificano progressivamente, il grave errore che spesso si fa è quello di attribuirli al normale processo di invecchiamento del cane.

I sintomi più comuni: tanta sete e molta pipì

Inizialmente e nella quasi totalità di casi di sindrome di Cushing canina, il sintomo più comune è l’aumento del consumo di acqua e il significativo aumento delle urine (polidipsia e poliuria).

E ancora, a questi sintomi si associano anche:

  • aumento dell’appetito
  • gonfiore addominale
  • infezioni del tratto urinario
  • cecità
  • stanchezza e riluttanza all’esercizio fisico
  • atrofia muscolare
  • dermatite e assottigliamento della cute
  • perdita di pelo

Soprattutto la perdita di pelo (alopecia canina) che di solito inizia nelle zone dei gomiti, prosegue lungo i fianchi e l’addome, è uno dei motivi che spinge i proprietari a consultare il Veterinario.

La diagnosi della sindrome di Cushing

Viene effettuata associando i segni clinici alle alterazioni degli esami del sangue, delle urine e della diagnostica per immagini (ecografia addominale, TAC e Risonanza Magnetica) e ad alcuni test endocrini.

Trattamento chirurgico o farmacologico?

In medicina umana la terapia d’elezione nel caso di tumori ipofisari è la rimozione chirurgica della porzione neoplasica della ghiandola.

Al contrario nel cane, per avere la sicurezza di asportare completamente il tumore, è necessario rimuovere l’ipofisi in toto.

Comunque sia, la gestione del pre e del post operatorio è particolarmente complessa e non si escludono complicanze anche di tipo neurologico.

Pertanto, nella quasi totalità dei casi, il Veterinario propende per il trattamento farmacologico che prevede la somministrazione di farmaci specifici volti a ridurre la produzione di cortisolo.

Questo trattamento va prolungato per tutta la vita dell’animale che deve essere sottoposto con regolarità a controlli periodici.

I controlli periodici regolari, infatti, consentono al Veterinario di monitorare la quantità di cortisolo prodotta e ricalibrare, se necessario, la terapia.

Presso la nostra struttura puoi pianificare le visite di controllo del tuo cane sin da cucciolo e calendarizzarle in maniera regolare.

E ancora, ricorda che in caso di necessità ed urgenza, i Medici Veterinari del nostro Staff sono sempre disponibili: la Clinica La Veterinaria è aperta tutti i giorni, inclusi i festivi, e con servizio di Pronto Soccorso dalle 20 alle 8.

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