Se mamma gatta sta per partorire e ti stai chiedendo cosa fare per aiutarla, sappi che la gatta durante il parto di solito è completamente autonoma.

Di regola é bene che tu sia presente ma con discrezione, senza disturbare e intervenendo solo se ti rendi conto che ci sono complicazioni evidenti e in caso di necessità.

Quali sono i segnali che preannunciano l’inizio del parto di mamma gatta?

Se la gatta si sdraia su un fianco, inizia a miagolare, ha il respiro affannoso e il suo addome iniza a contrarsi, ci siamo: è giunto il momento del parto!

Le contrazioni, dapprima più distanziate, saranno sempre più ravvicinate fino alla rottura delle acque.

Si rompono le acque e nel giro di 20-30 minuti la gatta espelle il primo gattino e poi di seguito gli altri.

Fra un’espulsione e l’altra può passare anche mezz’ora e più.

In base al numero dei micini, il parto può durare mediamente dalle 2 alle 4 ore a meno che non ci siano difficoltà.

Le difficoltà che potrebbero presentarsi durante il parto di mamma gatta: la distocia

La distocia, ossia impossibilità di espulsione spontanea dei feti, è uno dei problemi più frequenti che possono verificarsi durante il parto di una gatta.

Si distinguono due tipi di distocia:

– Si parla di distocia ostruttiva, quando c’è forte sproporzione tra le dimensioni dei gattini e quelle del canale del parto materno, che risultano inadeguate al passaggio dei piccoli.

– La distocia funzionale, definita anche inerzia, è la causa più comune di parto difficile nel gatto e deriva dall’incapacità dell’utero a produrre contrazioni (in alcuni casi, le contrazioni ci sono ma sono deboli o poco frequenti).

Quando sospettare una distocia?

Il sospetto di distocia deve essere preso in considerazione:

  • quando il parto non inizia al previsto termine della gestazione
  • quando dopo oltre 30 minuti di forti contrazioni improduttive non segue l’espulsione fetale
  • quando l’intervallo tra l’espulsione di feti consecutivi supera le 2-4 ore
  • quando si verificano emorragie durante il parto o vengono espulsi flussi verde-nerastri non seguiti dall’espulsione fetale;
  • quando la gatta manifesta segni di malessere o disagio.

In questi casi è indispensabile contattare immediatamente il Veterinario.

I micini nascono avvolti nel sacco amniotico, uniti alla mamma gatta dal cordone ombelicale

Appena partorisce i micini, mamma gatta libera i piccoli dal sacco amniotico e taglia il cordone ombelicale con i denti.

Poi lecca ogni micio neonato per pulirlo e asciugarlo, sollecitarne la respirazione e attivare la circolazione.

Mossa dall’istinto, mamma gatta mangerà le sacche amniotiche, i cordoni ombelicali e la placenta.

La natura ha previsto che mamma gatta, non potendosi allontanare dai cuccioli, tragga nutrimento proprio dalla placenta.

La placenta è ricchissima di quei nutrienti necessari alla gatta per rimettersi in forze dopo le fatiche del parto e allattare i gattini appena nati.

Quando la gatta ha finito di partorire tutti i suoi micini, lascia mamma e cuccioli in tranquillità

I gattini appena nati non vanno assolutamente toccati.

Mamma gatta potrebbe non riconoscerli come suoi e rifiutarsi di allattarli.

Se proprio devi maneggiarli per un qualsiasi intervento, indossa i guanti in lattice.

I mici neonati sono privi di denti, sordi e ciechi.

In compenso sono dotati di un ottimo olfatto e di un istinto straordinario.

Infatti sentono immediatamente l’odore del latte materno e si dirigono senza indugio verso le mammelle della mamma.

E se un micino non si attacca alle mammelle di mamma gatta?

Nel caso in cui un gattino nasca debole e non riesca a succhiare dalle mammelle della gatta, intervieni cercando di aprirgli la bocca.

Introduci il capezzolo tenendolo fermo con due dita.

Poi, premi leggermente e fai fuoriuscire un po’ di colostro.

Il colostro è il latte delle prime trentasei ore, indispensabile per proteggere il micio contro infezioni e malattie.

Accertati che la mamma abbia sempre latte a sufficienza e alimentala in modo adeguato.

Cosa fare quando i micini non possano essere allattati da mamma gatta?

Un gattino ha la necessità di mangiare pasti regolari ad intervalli dalle 2 alle 6 ore, secondo l’età.

Se è necessario ricorrere all’allattamento artificiale, chiedi sempre al tuo Veterinario di fiducia-

Il Veterinario ti indicherà il latte in polvere specifico per cuccioli da utlizzare, la quantità, la frequenza e la modalità di somministrazione.

E’ categoricamente da escludere l’utilizzo di altro latte che non sia quello in polvere per gatti lattanti.

Assicura a mamma gatta e ai micini un ambiente confortevole 

Durante i primi giorni di vita i gattini non richiedono particolari attenzioni se non quella di assicurargli un ambiente tranquillo e privo di pericoli.

Assicura una temperatura dell’ambiente piuttosto alta, almeno su 22°C costante.

E ancora, bada che non ci siano correnti d’aria.

I micini non sono capaci di saltare ma è probabile che cerchino di arrampicarsi.

I cuccioli passano la maggior parte del loro tempo a dormire e a giocare

Intorno alle due settimane ai micini iniziano a crescere i dentini da latte e la dentizione si completerà a 2 mesi circa.

In questa momento della loro vita i cuccioli iniziano a scoprire il mondo.

E’ la fase del gioco “educativo”, quello che solo mamma gatta può impartire.

È importante non separare i micini da mamma gatta prima dei due mesi

Infatti il gioco, sotto l’attenta supervisione di mamma gatta, è la scuola di vita dei cuccioli.

E’ una prima simulazione della caccia, della lotta e della fuga e prepara i piccoli a gestirsi in autonomia.

Ecco perché non si possono staccare i micini dalla mamma prima dei sessanta giorni di vita.

Per questi e altri consigli e per monitorare la gravidanza della tua gatta, ti invitiamo a consultare i Medici Veterinari del nostro Staff che sono sempre a tua disposizione.

A tal proposito, in caso di necessità e urgenza, ti ricordiamo inoltre che la Clinica La Veterinaria è sempre aperta, tutti i giorni inclusi i festivi, e con servizio di Pronto Soccorso dalle 20 alle 8.

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