Rudolph

 

Rudolph è uno dei tanti cani – addobbo natalizio che allietano le case nel periodo delle feste.

Rudolph è felice, circondato di calore ed attenzioni, ma non sa che a breve avrà come compagno di giochi un albero di natale ormai rinsecchito, sfoglio di ornamenti, e saranno abbandonati entrambi in qualche angolo della strada.

Ma facciamo un passo indietro ….

 

Ecco il momento tanto atteso: Natale.

La famiglia riunita intorno all’albero inizia a scartare i regali: una collana per la mamma, una cravatta nuova per papà; brandelli di carta colorata e lustrini iniziano a impadronirsi del pavimento svelando i doni più variegati.

L’allegro saccheggio sembra essere finito quando la voce del papà incalza con Babbo Natale ha dimenticato un regalo qui” ed ecco che i piccoli di casa mollano i tesori ricevuti fino a quel momento per scoprire questa inaspettata e magica sorpresa.

I più romantici avranno decorato una cesta in vimini con delle stelle filanti colorate, per i più pratici invece è bastato un fiocco rosso intorno ad un trasportino, già perché la vera sorpresa è un’altra.

 

Che gioia per i bambini vedere quel musetto umido che fa timidamente capolino dal suo “nascondiglio”, mentre lo sguardo d’intesa dei genitori è univoco: “Abbiamo fatto proprio bene, era il momento che i nostri figli iniziassero a diventare più responsabili; passano troppo tempo coi videogiochi era giusto avessero una distrazione, un nuovo compagno di giochi.”

 

Immediatamente Rudolph diventa il beniamino di casa: dorme accanto al letto è coccolato e viziato.

 

Le stanze sono invase di ciotole, palle colorate, giochi di tutti i tipi; le marachelle e i bisognini del cucciolo lasciati per casa diventano un divertente diversivo alla monotonia quotidiana e sono un motivo per riderci su, tutti quanti assieme.

 

Ma come l’Epifania tutte le feste si porta via, il ritorno alla normalità porta via con sé tante attenzioni prima rivolte a Rudolph. Si ritorna a scuola, si ritorna a lavorare a pieno ritmo, si ritorna a quel tran tran quotidiano che poco ha della magica serenità del periodo natalizio.

 

Ed ecco che Rudolph non capisce: non capisce dove sono finite le attenzioni, l’affetto, le coccole. Perché i suoi compagni di giochi sono sempre impegnati a fare altro senza trovare il tempo di divertirsi con lui? Perché prima facevano a gara per portarlo a passeggiare mentre ora chi stringe il guinzaglio sembra essere seccato, quasi fosse un compito ingrato? Perché prima le sue marachelle facevano ridere mentre ora sono accompagnate da un <<Guarda cos’ha combinato quel cane!>>

 

Rudolph non capisce perché prima era conteso da tanto amore mentre ora è quasi un peso rimbalzato da un familiare all’altro.

Sono passate poche settimane e la cuccia di Rudolph ha trovato posto in balcone.

Si esce due volte al giorno, per pochi minuti: una passeggiata silenziosa, senza giochi, senza complicità, solo perché si deve uscire. La compagnia della famiglia è stata sostituita con una palla ormai sgonfia. Ben presto Rudolph non è più il beniamino di casa e ci si domanda chi abbia voluto quel cane.

 

È questione di tempo, poco tempo, e Rudolph sparirà da quella casa con la stessa magia con la quale vi era entrato.

 

<<Non pensavamo fosse cosi impegnativo>>, << È un cane davvero ingestibile>>, <<Noi lavoriamo e i bambini sono tutto il giorno a scuola, non è giusto farlo stare da solo tutto il tempo>>, questi gli alibi con cui si porta Rudolph al canile; chi invece non vuole dare molte spiegazioni apre lo sportello della macchina in qualche strada fuori zona.

 

 

Questa è la favola di Rudolph, il cane da Natale a Santo Stefano.

L’abbiamo definita favola perché le fiabe sono frutto di fantasia, sta a te non farla diventare una storia reale:

  • Se decidi di accogliere un cane in casa e vuoi farlo in concomitanza con le feste natalizie fa che la tua scelta sia consapevole e frutto di attente riflessioni: un cane non è l’ultimo ripiego quando non si sa cos’altro regalare.

 

  •  Un cane è un essere vivente e senziente con delle necessità sociali e fisiologiche, se non puoi essere presente e non puoi garantirgli le giuste cure ed attenzioni non prenderlo: scegli un peluche.

 

  •  Accogliere un cane è un gesto d’amore, se non sei pronto a vivere con lui per tanti e tanti anni non provarci nemmeno: il diritto di recesso vale per le merci, non per gli affetti.

 

Se invece hai deciso che è il momento giusto per accogliere un cane in casa e sei consapevole dell’impegno in termini di tempo e di affetto che questo comporta e non vedi l’ora di iniziare questa profonda storia di amicizia, sappi che il tuo nuovo compagno di vita sta aspettando solo te.

 

Guardati intorno c’è un cane abbandonato che aspetta che tu gli regali il primo dei Natali più belli della vostra vita.

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