Giornata della zebra

Giornata della zebra | Clinica La Veterinaria
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La zebra, con le sue strisce bianche e nere, è l’emblema della fauna selvatica africana

Le origini della Giornata della Zebra risalgono agli anni ’80, quando i biologi e gli ecologisti iniziarono a prestare maggiore attenzione alla diminuzione delle popolazioni di zebre in diverse aree dell’Africa.

Le cause di tale declino erano molteplici: dalla perdita dell’habitat a causa dell’espansione agricola, alla caccia illegale, fino all’impatto dei cambiamenti climatici.

Quante razze di zebre ci sono

Le zebre appartengono alla famiglia degli Equidi e sono strettamente imparentate con i cavalli e gli asini.

Presentano un corpo robusto, una testa prominente e una coda lunga e folta.

Le zebre sono suddivise in tre specie principali, ognuna con caratteristiche uniche:

  • la zebra di pianura (Equus quagga), la più comune, vive in savane e praterie (Tanzania, Sudafrica e Botswana)
  • poi la zebra di Grevy (Equus grevyi) è la più grande e si trova principalmente in zone aride dell’Africa orientale (Kenya e Etiopia)
  • infine, la zebra di montagna (Equus zebra) è adattata a vivere in territori collinari e montuosi (Sudafrica e Namibia).

La distribuzione geografica delle zebre é influenzata dalle condizioni climatiche e dalla disponibilità di cibo.

Cosa mangiano le zebre

Le zebre sono erbivore e la loro dieta è principalmente composta da erba, foglie, steli e cortecce.

Sono animali ruminanti e quindi, passano gran parte del loro tempo a brucare e masticare il cibo.

Le loro mandibole sono adattate per strappare le piante dure delle savane, permettendo una digestione efficace dei nutrienti.

Il ruolo ecologico delle zebre e l’interazione con gli altri animali

Grazie alla loro dieta erbivora, contribuiscono al mantenimento della vegetazione delle savane e delle praterie, facilitando il riciclo dei nutrienti nel suolo.

Inoltre, il loro pascolo stimola la crescita di nuove erbe, creando habitat favorevoli per altre specie animali con cui interagiscono pacificamente.

Infatti, i loro branchi spesso si mescolano con altri erbivori, come gnu e antilopi, creando un sistema di difesa collettivo contro i predatori.

I predatori delle zebre

Le zebre hanno diversi predatori naturali, tra cui leoni, leopardi e coccodrilli.

I giovani puledri e gli esemplari malati o feriti sono particolarmente vulnerabili.

Tuttavia, si difendono anche in modo efficace: quando si sentono minacciate, possono formare un cerchio difensivo attorno ai puledri e utilizzare le loro strisce per confondere i predatori.

Ecco perché le zebre hanno le strisce bianche e nere

Ogni zebra ha un «schema» unico di strisce, simile all’impronta digitale umana, il che permette di identificare ogni individuo.

Le strisce non sono solo un tratto estetico, ma rivestono diverse funzioni ecologiche e sociali.

Esse servono come metodo di camuffamento, confondendo i predatori e rendendo più difficile per loro focalizzarsi su un singolo individuo all’interno di un gruppo.

Inoltre, le strisce possono avere un ruolo nella termoregolazione, poiché le variazioni di temperatura tra le bande bianche e nere possono influenzare il flusso d’aria e il riscaldamento del corpo.

Infine, le strisce sono anch’esse un importante segnale sociale, utilizzato per comunicare e riconoscere gli individui all’interno del branco.

Le strisce delle zebre nel folklore

Una leggenda narra che le zebre all’origine erano bianche e bellissime.

Un giorno, inseguita dagli uomini, una zebra bianca si imbatté in una pozza di liquido nero.

Sperando di diventare brutta per sfuggire ai suoi inseguitori, si macchiò con quel liquido che si sparse sul suo corpo a formare strisce irregolari.

Gli uomini, non riconoscendola più, la lasciarono andare, e le altre zebre, imitando il suo comportamento, scelsero di colorarsi per sfuggire all’avidità umana.

Il rischio di estinzione e le forme di tutela per preservare le zebre

La perdita di habitat dovuta all’urbanizzazione, all’agricoltura e al cambiamento climatico ha ridotto significativamente le aree disponibili per la sopravvivenza delle zebre.

La caccia illegale e il bracconaggio sono ulteriori minacce che mettono a rischio la popolazione di zebre, specialmente per la zebra di Grevy, classificata come «in pericolo» secondo l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN).

Diversi progetti di conservazione sono stati messi in atto per proteggere le zebre e i loro habitat.

Le riserve naturali e i parchi nazionali giocano un ruolo cruciale nel fornire ambienti protetti dove le zebre possono vivere senza la minaccia diretta degli esseri umani.

In alcuni paesi africani, sono state avviate iniziative per consentire l’ecoturismo, contribuendo così a sostenere l’economia locale e a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità di proteggere queste creature.

Inoltre, programmi di allevamento in cattività mirano a ripopolare le specie a rischio e a garantire la diversità genetica.

L’educazione delle comunità locali riguardo all’importanza della conservazione delle zebre è fondamentale, poiché coinvolgere le popolazioni può avere un impatto significativo nella lotta contro il bracconaggio e la distruzione dell’habitat.

Gli animali selvatici devono poter vivere nel loro habitat naturale, mentre le ingerenze umane dovrebbero limitarsi a casi di reale necessità e bisogno degli animali stessi.

E a proposito di bisogno, per sottoporre il cane, gatto o pet non convenzionale a una visita di controllo e per check up periodici, contatta i medici veterinari del nostro staff che sono sempre a tua disposizione.

Ti ricordiamo, inoltre, che Clinica La Veterinaria è sempre aperta h24 tutti i giorni inclusi i festivi e con servizio di Pronto Soccorso dalle 20 alle 8.

Per la gioia di vederLI FELICI

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