Lagotto Romagnolo: il re dei cani da tartufo è italiano DOC
Il Lagotto Romagnolo è un’antica razza canina da riporto in acqua presente fin dal XVI secolo nelle valli di Comacchio e nelle lagune ravennati e diffusasi poi, a partire dalla fine del XIX secolo, nelle pianure e nelle colline romagnole.
Il suo nome deriva dalla funzione originaria di cane da acqua: nel dialetto romagnolo “Càn Lagòt” significa, appunto, “cane da acqua”.
Questi piccoli cani ricciuti affiancavano i cacciatori nel riporto dall’acqua della selvaggina uccisa durante le battute nelle lagune.
A causa delle bonifiche che hanno ristretto l’immensa palude comacchiese e romagnola, il Lagotto perse progressivamente la sua funzione di cane acquatico e conquistò un altro ruolo: il suo ottimo olfatto lo incoronò “re dei cani da tartufo”.
Il riconoscimento della razza
I tartufai hanno sempre allevato cani Lagotti senza criterio, incrociandoli con altre razze canine (pointer, barboni, setter, spinoni, segugi e meticci) al solo scopo di ottenere il miglior cane da tartufo.
Questa pratica scellerata, unitamente all’incompetenza, all’ignoranza e all’incuria dei tartufai, condusse verso la fine degli anni 70 il lagotto sull’orlo dell’estinzione.
Fu così che un gruppo di cinofili romagnoli composto da Quintino Toschi, Francesco Ballotta, Antonio Morsiani e Lodovico Babini, presero in mano la situazione e ricostruirono la genetica del Lagotto, scongiurandone la scomparsa.
Il riconoscimento ufficiale della razza da parte dell’E.N.C.I. è avvenuto appena nel 1992 mentre nel 1997 è stata costituita l’U.M.LAG (Unione Mondiale dei Club Lagotto Romagnolo).
Da allora, i Lagotti si sono capillarmente diffusi a livello europeo e mondiale e sono indiscutibilmente i re dei cani da tartufo.
Il Lagotto è affettuoso e socievole
I Lagotti sono apprezzati anche per la loro indole amichevole, vivace e socievole.
Questi cani sono estremamente affettuosi con la loro famiglia e tendono a legarsi fortemente ai loro umani.
Tuttavia, è importante notare che il Lagotto Romagnolo è un cane molto attivo e ha bisogno di regolare esercizio fisico.
Pertanto, è fondamentale fornire loro ampie opportunità di gioco e interazione.
Inoltre, il Lagotto è noto per la sua protezione istintiva: si affeziona agli ambienti e alle persone, e può dimostrare un atteggiamento guardingo verso gli estranei.
I ricci del Lagotto: come prendersi cura del suo pelo
Il pelo dei Lagotti Romagnoli è una delle loro caratteristiche più distintive e richiede una cura attenta.
Riccio e folto, offre protezione da agenti atmosferici e parassiti ma richiede una cura regolare.
È importante rimuovere settimanalmente i nodi evitando così che il pelo possa infeltrire.
Un’adeguata manutenzione del mantello del Lagotto non solo mantiene il suo aspetto, ma previene anche problemi dermatologici.
Utilizzare un pettine a denti larghi e programmare una toelettatura professionale ogni 2-3 mesi è essenziale per la salute del cane.
Va utilizzato un pettine a denti larghi e non la spazzola perché rovinerebbe i suoi bellissimi ricci, snodandoli con delicatezza.
Il pelo va accorciato ma mai tosato: il suo spessore non deve mai essere inferiore ai quattro centimetri.
Patologie comuni nel Lagotto Romagnolo
Di taglia medio-piccola, il Lagotto è caratterizzato da un corpo compatto, con un’altezza che varia tra i 43 e i 48 cm per i maschi e tra i 40 e i 45 cm per le femmine, e un peso che oscilla tra i 13 e i 16 kg.
E’ generalmente una razza robusta, ma può essere soggetto a patologie genetiche come la displasia dell’anca.
Questa condizione si verifica quando l’articolazione dell’anca non si sviluppa correttamente, causando dolore e zoppia.
Grazie alla loro struttura auricolare, i Lagotti possono essere soggetti a otite. È importante controllare regolarmente le orecchie e pulirle delicatamente per prevenire infezioni.
Per sottoporre il tuo Lagotto Romagnolo a una visita di controllo, per vaccini e check up periodici, contatta i medici veterinari del nostro staff che sono sempre a tua disposizione.
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